2×02 – Sotto l’albero di Natale

Questo è il secondo episodio della seconda serie dedicato completamente al Natale. Un bellissimo confronto tra il Natale del 1951 e quello del 2008, tra Beth e Coraline. Ringrazio L.A. Calling e Mick St.John per i loro preziosissimi consigli e rinnovo l’invito a chi volesse aiutarmi a scrivere anche solo qualche episodio o qualche scena. Se volete potete scaricare l’episodio in formato PDF cliccando qui.
BUONA LETTURA!!! Mi raccomando voglio molti commenti anche brutti!!

Episodio di Moonlight numero 18 – 2×02
“Sotto l’albero di Natale”
Scritto da Luca87

Moonlight Season 2 – Fan Fiction prodotta da Moonlight Italia
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Forum: http://moonlightitalia.forumcommunity.net

E’ vietata la pubblicazione e l’utilizzo senza l’esplicita autorizzazione del creatore della serie.

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– 2008 –
Mick e Beth stavano passeggiando insieme, mano nella mano come due fidanzatini che hanno voglia di gridare a tutto il mondo il loro amore. Finalmente, dopo un anno intenso come quello, erano arrivate le vacanze di Natale. Beth aveva insistito tanto per andare, insieme a Mick, a comprare un albero di Natale. Mick non riusciva proprio a dire di no alla sua ragazza, così aveva accettato di accompagnarla.
“Che ne pensi di questo?” chiese lei mostrandogli uno degli alberi esposti.
“Troppo basso” commentò Mick.
Beth fece un paio di passi in avanti e si fermò a guardarne un altro.
“E questo?” chiese.
“Ha pochi rami” rispose lui.
Erano più di quarantacinque minuti che stavano osservando gli alberi e Mick non ne aveva ancora trovato uno che gli piacesse. Riusciva a trovare anche il più insignificante difetto ad ognuno degli alberi che Beth gli proponeva.
“Questo è perfetto” disse Beth arrivando davanti ad un altro abete.
“Se lo dici tu” rispose Mick.
“Ma che ti prende?” domandò la ragazza delusa dal suo comportamento. “Avevamo deciso di passare una giornata io, te e l’albero di Natale. Siamo in vacaza, ci meritiamo un po’ di felicità”
“Si, hai ragione scusami”
Mick avanzò di un una decina di metri prima di arrivare davanti ad un abete alto circa due metri, con i rami cosparsi di neve finta.
“Eccolo” disse mostrando un sorriso a Beth.
“Mi piace” disse lei soddisfatta di vederlo finalmente interessato alla loro uscita insieme. Per qualche momento aveva pensato che già si stesse stancando di lei. Pensava di essere una di quelle coppie che attraversano dei momenti di crisi. Ma loro erano Mick e Beth, niente poteva mettere in crisi il loro rapporto. Avevano superato indenni problemi di vampiri, strani tipi di droghe, morti e presunte morti. Non potevano cadere per colpa di un albero di Natale.
“Scusi, questo quanto viene?” chiese Beth attirando l’attenzione di uno dei commessi del negozio.
Il ragazzo sulla trentina, capelli scuri e lunghi legati a coda di cavallo, si avvicinò a lei con passo svelto. Alzò lo sguardo e le sorrise.
“Questo costa cento dollari, ma per lei facciamo ottanta” disse mostrando tutti e trentadue i denti.
Mick si limitò ad osservare la scena divertito. Poteva un semplice commesso di un negozio che vende alberi di Natale competere con un affascinante vampiro che di professione fa il detective privato? Assolutamente no. E non per il fatto che era un vampiro mentre l’altro ragazzo era un commesso, ma perché si trattava di Beth, della sua Beth: la ragazza che lo amava più di ogni altra cosa al mondo. E lui lo sapeva.
“Ecco a lei” disse Mick tirando fuori dalla tasca un paio di banconote.
“Grazie mille” disse il ragazzo. “Vuole che l’aiuti a portare via l’albero?”
“No, grazie. Faccio da solo” rispose Mick.
“Guardi che è davvero pesante” ribattè lui.
“Ho detto grazie” disse Mick guardandolo.
Il ragazzo annuì ed andò via.
Mick afferrò l’abete, lo poggiò sulla spalla destra e iniziò a camminare. Beth era rimasta impalata dov’era prima a guardarlo trasportare quell’albero enorme. Era sempre più affascinata da quell’uomo.
“Andiamo?” chiese Mick quando ormai era già dieci metri più avanti a lei.
“Si si, arrivo” rispose Beth incamminandosi verso di lui.

– 1951 –
“E’ stato splendido, sei fantastico” disse Coraline abbracciando Mick.
I due erano distesi sul letto a casa di Mick e avevano appena passato una nottata di intensa passione. Mai nella storia una coppia era stata tanto passionale. L’attrazione reciproca che provavano era qualcosa decisamente fuori dal comune. Era irresistibile. A volte Mick arrivava a desiderare a tal punto il corpo della sua ragazza da commettere delle pazzie. Era come una droga per lui. Era l’unica cura esistente capace di attenuare la giostra di emozioni che sentiva scatenarsi dentro di lui.
“Ti amo” rispose lui baciandola dolcemente. La sua mano sinistra cinse le spalle della ragazza e la strinse a sé.
Coraline si fermò per qualche secondo ad osservare una vena piena di sangue sul collo del suo fidanzato. I suoi occhi cambiarono colore, divennero di uno strano grigiore. I suoi canini si allungarono e divennero vere e proprie zanne. Sentiva dentro di sé una voglia matta di morderlo. Non riusciva a resistere, voleva il suo sangue.
Mick, che non si era accorto di nulla, spostò il suo corpo cambiando posizione. In quell’istante Coraline riuscì a distrarre la sua sete e tornò nella sua normale fisicità.
“Domani è la vigilia di Natale, cosa vuoi fare?” disse guardandolo negli occhi.
“Non saprei. A dire la verità non m’importa. Quando sto con te ogni giorno è Natale” rispose lui baciandola sulla fronte.
“Mi porti a conoscere i tuoi?” chiese lei cercando di proporre qualcosa.
Era strano come un vampiro di oltre quattrocento anni ancora desiderasse festeggiare il Natale con la persona che amava. Forse dipendeva dal fatto che mai nella sua vita si era sentita allo stesso modo. Mick sapeva farla sentire diversa e non perché fosse un vampiro, ma perché sentiva davvero di essere speciale per qualcuno.
“Lo sai che non posso” rispose.
“Ma quando metterete da parte i vostri contrasti?” chiese Coraline. “Non va bene portare rancore ad una persona per così tanto tempo. La vita è troppo breve”.
Lei ne sapeva davvero più di chiunque altro. Quante persone care aveva visto morire nella sua lunghissima esistenza. Quante volte la sua migliore amica era morta, i suoi compagni, i suoi mariti. Sapeva benissimo che nella vita di una persona non c’è tempo per gli screzi.
“Loro non ti accetteranno mai, lo capisci questo?”
“E’ passato tanto tempo da quando ci siamo conosciuti, magari avranno cambiato idea. E poi è Natale. A Natale siamo tutti più buoni. Vedrai che tuo padre mi accetterà”. Rispose Coraline.
“La vedo dura. Per lui la fedeltà è sempre stata la prima cosa. Mio padre è nato alla fine dell’Ottocento, pensi che riesca ad accettare una donna che lascia il proprio marito per un altro uomo?” chiese Mick convinto delle sue parole.
“Facciamo un tentativo. Provare non costa nulla”.
“Ok, d’accordo. Ma non dire che non ti avevo avvertita”. Rispose il ragazzo rassegnato.
Il gesto di Coraline era un gesto di puro amore. Non aveva alcun fine se non quello di vedere il suo uomo riallacciare uno dei rapporti più importanti della vita, quello tra un padre ed il proprio figlio. Nel 1951 i tradimenti non erano visti allo stesso modo di oggi. Le coppie non divorziavano con la stessa frequenza di oggi, i figli non venivano sbattuti di qua e di la. Il concetto di famiglie allargate non esisteva.
Coraline, tuttavia, era stata costretta a fare una scelta. Era sposata, è vero. Ma avrebbe dovuto continuare a vivere infelice con un uomo che non amava più? Avrebbe dovuto ignorare i sentimenti che provava da quando aveva conosciuto Mick ad una festa? Avrebbe dovuto sopprimere la passione travolgente che le premeva sul petto quando si avvicinava un po’ di più a quel cantante alto, moro e muscoloso?
“Grazie mille” disse Coraline. “Per domani sera però non prendere impegni. Un mio amico da una festa e ci ha invitati”
“Andremo ad una festa insieme?” chiese Mick sorpreso. Di solito la loro relazione viveva quasi esclusivamente nella camera da letto. Si sentiva a disagio quando doveva mostrarsi in pubblico mano nella mano con la sua ragazza come un ragazzino.
“Certo. Mick, è ora che iniziamo a comportarci come una vera coppia. Io ti amo e non voglio che la nostra sia una relazione limitata che asseconda solamente la passione. L’amore è qualcosa di molto più profondo, qualcosa di magnifico. Per te provo dei sentimenti assoluti che vanno ben al di la del semplice sesso”
Mick ascoltò con attenzione le parole di Coraline. Era la prima volta che una donna le dava un vero insegnamento sull’amore. Non ci era abituato. Solitamente le sue storie non erano durate più di qualche settimana. Lui era uno che amava divertirsi. Con Coraline però, che lo ammettesse o no, era completamente diverso.
“Quanto ti amo” si limitò a rispondere Mick avvolgendo la sua donna in un abbraccio ed iniziando nuovamente a baciarla.

– 2008 –
Mick e Beth erano a casa di lei e stavano addobbando insieme l’albero di Natale. Si stavano divertendo come dei ragazzini. Nessuno dei due sapeva quanto potesse essere romantico un albero di Natale.
“Come sto?” chiese Beth a Mick che era intento a sistemare delle palline rosse sull’albero.
Egli si voltò e la guardò sorridendo. Indossava un cappello di Babbo Natale che la rendeva di una dolcezza infinita. Sembrava una bambina di sette anni.
“Sei bellissima” rispose lui avvicinandosi alla sua ragazza. La guardò ancora per un secondo, afferrò la parte posteriore del cappello e fece in modo di avvicinare le loro teste il più possibile. I nasi arrivarono quasi a sfiorarsi.
Beth lo guardò ancora restando immobile in quella posizione. Dio solo sapeva cosa stava provando in quel momento. Una serie infinita ed indecifrabile di emozioni rimbalzavano qua e la nella sua cassa toracica.
Mick finsei di protrarsi ancora un po’ in avanti per baciarla e subito si tirò indietro.
“Su, dobbiamo sbrigarci altrimenti non riusciremo a finire l’albero nemmeno tra due Natali”
“Scemo!” disse la ragazza un po’ delusa da quel quasi-bacio troppo quasi e poco bacio.
“Mettiti lì e dimmi dove devo mettere questi fiori” disse il vampiro indicando a Beth di spostarsi di qualche passo indietro. Egli teneva in mano dei fiori, finti ovviamente, di colore bianco che sull’albero facevano davvero un effetto magico.
Beth fece due passi indietro e osservò attentamente la disposizione degli oggetti decorativi sull’albero.
“Io direi di metterne uno lì in basso, uno sul lato destro ed uno al centro”
Mick sistemò con cura i fiori e si voltò verso di lei.
“Così vanno bene?”
“L’ultimo, si quello, spostalo un po’ più a sinistra. Ok perfetto!”
Mick fece qualche passo indietro e raggiunse Beth per poter osservare meglio il loro albero di Natale finalmente completato.
“Non c’è che dire, fa proprio un effetto magnifico”
“Già. Come ti ho già detto qualche mese fa io e te formiamo una bella squadra” rispose lei sempre sorridente.
Ancora una volta Mick si avvicinò a Beth restando per qualche secondo immobile a pochissimi centimetri da lei. La guardò intensamente negli occhi. Lei ricambiò lo sguardo e deglutì.
“Ti amo” disse lui sussurrando con un tono dolce che si intonava completamente all’aria che si respirava in quella casa.
“Anch’io ti amo”
I due, questa volta, si lasciarono andare in un bacio profondo e romanticissimo. La magia del Natale dipingeva un quadro perfetto. L’albero, alle loro spalle, creava un gioco di luci eccezionale, mentre la radio accesa passava una canzone tipica natalizia. Era uno di quei momenti che in molti non riescono a vivere nemmeno in una vita intera. Loro, in quel momento, avevano tutto ciò che avrebbero potuto desiderare. Era tutto perfetto. Addirittura pensavano che fosse troppo perfetto per essere reale. Nemmeno nel loro più bel sogno erano stati meglio di allora. Del resto quando il Natale si mescola con il vero amore non può che rendere la vita un sogno ad occhi aperti.

-1951-
Mick aveva accettato la proposta di Coraline di portarla a conoscere i suoi genitori. Poche settimane dopo che lui aveva parlato loro della sua relazione, avevano avuto un forte litigio e da allora non si erano più sentiti. Suo padre, John St.John, non accettava la nuova ragazza di suo figlio perché era già sposata con un altro uomo. Lei per Mick aveva chiuso per sempre quella storia, ma questo per l’uomo non faceva alcuna differenza. Del resto in quegli anni era uno scandalo il fatto che una moglie potesse lasciare suo marito. Il divorzio non era considerato, come al giorno d’oggi, una cosa normale. Veniva visto come qualcosa di straordinario, quasi diabolico, soprattutto da persone con una mentalità abbastanza ristretta. John era proprio un uomo fortemente tradizionalista e conservatore, poco aperto alle novità e all’evoluzione del modo di pensare della società moderna.
Mick parcheggiò l’auto, scese ed andò dall’altro lato ad aprire la portiera a Coraline. La ragazza scese e ringraziò il suo uomo.
“Sei pronto?” gli chiese.
“Si” rispose lui dopo aver inspirato ed espirato in maniera rumorosa.
I due si avviarono verso la porta d’ingresso della casa d’infanzia di Mick e, una volta arrivati abbastanza vicino, bussarono.
Da dentro la casa una voce di donna disse “Vado io”. Pochi istanti dopo la porta si aprì.
“Oh mio Dio, Mick!”
“Ciao mamma” rispose lui abbracciandola.
“Come sono felice di vederti” disse lei. La donna non aveva nulla contro Coraline. Per lei se due persone si amavano dovevano stare insieme, indipendentemente dal loro passato.
“Salve signora” disse Coraline porgendo la mano alla madre di Mick.
“Benvenuta a casa nostra. Io mi chiamo Mary. E’ un immenso piacere conoscerti”. Ufficialmente ancora non si erano conosciute. Mick aveva parlato molto della sua nuova fiamma ai suoi prima del litigio, ma non si era mai presentata l’occasione di fargliela conoscere.
“Piacere mio. Io sono Coraline” rispose con una classe fuori dal comune. Era evidentissimo che apparteneva ad un’altra epoca, eppure nessuno sembrava accorgersene.
“Lui è in casa?” chiese Mick interrompendo le formalità.
“Si, entrate” gli invitò la signora St.John.
I due si guardarono e decisero di varcare la soglia. Coraline era stupenda a voler incoraggiare Mick a riallacciare i rapporti con suo padre. Si sentiva responsabile, in un certo senso, del loro litigio e voleva fare il possibile per farli riappacificare. Quale migliore occasione del Natale?
“John, guarda chi c’è” disse Mary entrando in salone con l’entusiasmo alle stelle.
Mick fu il primo ad entrare nella stanza. Quando suo padre lo vide, si alzò dalla poltrona e gli andò incontro.
“Ciao figliolo” disse restando però a distanza.
“Ciao papà”
Qualche istante dopo fece il suo ingresso nella stanza anche Coraline.
“Salve signore” disse con il suo stile inconfondibile.
“Papà ti presento Coraline, la mia ragazza” disse Mick orgoglioso.
“L’hai portata a casa nostra?” chiese l’uomo visibilmente contrariato. “Ti ho già detto cosa penso sul suo conto”
“Pensavo che se l’avessi conosciuta..”
“Ti ho detto che non voglio conoscerla. Adesso fuori da casa mia” disse John.
Mick andò su tutte le furie per la reazione di suo padre e non riuscì a trattenersi.
“D’accordo papà, usciamo immediatamente da casa tua. Da questo momento, però, con me hai chiuso. Da oggi mi ritengo orfano. Buon Natale” disse uscendo di casa mano nella mano con Coraline e sbattendo la porta alle proprie spalle.
I due tornarono in macchina e Mick, prima di avviare il motore, colpì violentemente il volante con un pugno.
“Mi dispiace” disse Coraline abbracciandolo e cercando di calmarlo.
“Non è colpa tua” rispose lui.
“Volevo solamente aiutarvi. Lo facevo perché voglio vederti felice”
“Evidentemente c’è qualcuno che non lo vuole. Ma non fa niente, l’importante è che ho te” disse Mick.
“Io ci sarò sempre. Potrai sempre contare su di me” rispose la vampira.

-2008-
Mick era uscito di casa da circa venti minuti e Beth decise che quello era il momento migliore per fare ciò che doveva fare.
Si alzò dal divano su cui era seduta, prese il suo IPhone e la sua giacca ed uscì dall’appartamento. Per rendere quel Natale più perfetto di così aveva bisogno di chiudere una questione che sentiva di aver lasciato in sospeso per troppo tempo. Salì in macchina e andò in direzione della casa di Josef.

Mick era a casa del suo amico per fargli gli auguri di buon compleanno ed aveva accettato un buon bicchiere di sangue. Non c’era niente che potesse farlo sentire meglio.
“Così anche tu ti sei fatto colpire dal Natale” disse Josef prendendolo in giro.
“Non festeggiavo il Natale da oltre cinquant’anni. E’ meraviglioso, dovresti provarlo qualche volta” ripose lui.
“Io? No, grazie. Non fa per me”
“Quand’è che butterai via quella maschera da duro ed inizierai a comportarti come sei realmente?”
“Io sono un duro”
“Si, come no!”
“Sono un vampiro, ricordi?”
“E da quando i vampiri non vanno d’accordo con il Natale? Basta evitare regali che contengano argento” commentò sarcastico Mick.
I due stavano scherzando come due vecchi amici quali erano, quando sentirono suonare il campanello.
“Aspettavi visite?” chiese Mick.
“No”
“Si tratta di una ragazza?”
“Forse sarà Simone”
“Quindi fate sul serio” disse il detective sorridendo.
“Aspettami qui, vado ad aprire” rispose Josef recandosi davanti alla porta d’ingresso. Per fortuna era riuscito a troncare quel discorso. Odiava parlare dei suoi sentimenti. Non facevano altro che rivelare le sue debolezze. Preferiva essere visto come un vampiro immune alle emozioni umane.
Aprì la porta e, con grande sorpresa, trovò davanti a sé Beth con un regalo in mano.
“Ciao Josef, posso entrare?”
“Accomodati”
Mick, nonostante fosse in un’altra stanza della casa, riconobbe l’odore di Beth. Avrebbe potuto sentirlo anche a diverse centinaia di metri di distanza. Era l’odore più piacevole che aveva mai sentito.
“Ascolta.. questo è per te” iniziò a parlare la ragazza. “E’ da tempo che cercavo un modo per..”
“Beth…” provò ad interromperla Josef.
“… ringraziarti per quello che hai fatto per me e per Mick. Lo so, non avrei dovuto chiederti di uccidere quel paparazzo ma …”
Il discorso di Beth fu interrotto dal suo ragazzo che le apparve davanti. Sperava di aver capito male, sperava che lei non avesse usato realmente la parola “uccidere”. Eppure il suo udito da vampiro era troppo perfetto per tradirlo. Non poteva aver capito male, Beth aveva realmente chiesto a Josef di uccidere un uomo.
“Ho provato ad avvertirti” disse Josef.
“Come hai potuto?” chiese Mick.
“Lascia che ti spieghi” cercò di giustificarsi Beth.
“Cosa vuoi spiegarmi? Vuoi spiegarmi come hai deciso di uccidere un uomo? Come hai deciso di saltarmi in questa decisione venendo a chiedere aiuto a Josef? Scusami ma non voglio ascoltare. Me ne vado”
Senza che Beth potesse aggiungere altro Mick lasciò l’appartamento del suo amico visibilmente scosso. Lei si accorse subito di averla combinata grossa. Mick probabilmente non l’avrebbe perdonata così facilmente. Ad un tratto rimpianse il fatto di non avergliene parlato prima. L’unica cosa che non rinnegò affatto fu l’assassinio di quel paparazzo. Era ancora convinta di aver preso la decisione giusta. L’unico problema era convincere anche Mick.

-1951-
Mick e Coraline entrarono nell’enorme sala in cui si teneva la festa. Un centinaio di persone danzavano eleganti. Sulla destra c’era una postazione bar e dei camerieri giravano per la stanza portando i drink a coloro che li chiedevano.
L’atmosfera natalizia era fortissima. La sala era addobbata con grosse luci colorate ed un bellissimo albero di Natale gigante era stato posto in un angolo a nord della stanza.
Mick solitamente si sentiva a suo agio alle feste essendo un cantante, ma quella gli sembrava davvero una cosa al di fuori della sua portata. Era una festa lussuosa. Probabilmente tutti i presenti a quel ballo erano ricchissimi.
“Ma tu conosci davvero queste persone?” chiese Mick voltandosi verso Coraline che era alla sua destra.
“Conosco l’organizzatore della festa, Josef Kostan” rispose lei.
“E chi sarebbe questo Josef Kostan?”
“E’ una delle persone più ricche della città. Appena lo vedo te lo presento”
“E tu come fai a conoscere una delle persone più ricche della città?”
“E’ una lunga storia”
Coraline non aveva certo intenzione di raccontargli la verità sui vampiri così decise di cambiare argomento.
“Ti va di ballare?” gli chiese.
“Certo” rispose lui prendendola per mano ed accompagnandola al centro della pista.
Il gruppo che stava suonando improvvisamente passò da una canzone con un ritmo sostenuto ad una canzone lenta.
“Sembra fatto apposta” commentò Mick.
“Forse lo è” rispose Coraline.
I due danzavano stretti l’uno all’altra. Si muovevano sulla pista come due veri professionisti. Sembrava che ballassero assieme da anni, invece era la seconda o la terza occasione in cui succedeva. Entrambe le mani di Mick stringevano i fianchi di Coraline, mentre le mani di lei erano dietro il collo di lui. I loro corpi erano stretti l’uno all’altro tanto da rendere difficili i movimenti. Eppure erano bellissimi. Tutti i presenti smisero di ballare per osservare quella coppia perfetta. I passi che eseguivano, uno dopo l’altro, sprigionavano grazia ed eleganza.
“Credo proprio che siamo al centro dell’attenzione” sussurrò Mick nell’orecchio della sua ragazza.
“Si, me ne sono accorta” disse lei divertita. “Cosa si fa?” chiese poi.
“Se vogliono uno spettacolo allora diamogli uno spettacolo” rispose lui.
“Cosa vuoi dire?”
“Questo!” Mick portò il suo viso in avanti e con le sue labbra sfiorò quelle di Coraline. Lei sorrise e poi riprese a baciarlo. I due si lasciarono trasportare dalla magia e dalla sensualità del momento ed iniziarono a baciarsi appassionatamente al centro della sala. Gli altri ospiti li guardavano divertiti, mentre la musica continuava a suonare imperterrita.
“Ti amo” disse Mick.
“Anch’io” rispose Coraline.
Dalla scalinata in fondo sulla sinistra della sala, scese un uomo elegantissimo. Aveva i capelli castani e la carnagione chiara. Indossava un abito nero, una camicia bianca ed una cravatta. Quell’abbigliamento lo faceva sembrare davvero un uomo autoritario.
“Coraline, che piacere rivederti” disse avvicinandosi alla coppia che smise di baciarsi.
“Ciao Josef” disse lei baciandolo sulla guancia.
“Vedo che hai portato un amico” aggiunse lui guardando Mick.
“Si lui è Mick St.John, il mio ragazzo”
“Piacere di conoscerla” disse Mick allungando la mano.
“Piacere mio Mick, ma dammi del tu. Io sono Josef Kostan, il padrone di casa”. Le loro mani si strinsero.
“Grazie mille Josef”
Una donna in fondo alla sala attirò l’attenzione di Coraline.
“Scusatemi un attimo, voi intanto conoscetevi” disse allontanandosi dai due ragazzi che le erano accanto.
“Fa sempre così” disse Josef.
“Non dirlo a me” rispose Mick.
I due sorrisero contemporaneamente. Mick aveva una strana sensazione parlando con Josef. Gli sembrava come se in futuro sarebbe diventato una persona molto importante nella sua vita. Non riusciva a spiegarsi ciò che provava dentro, ma il solo guardare Josef lo faceva sentire divertito e divertente. Probabilmente si sbagliava, ma in quel momento era sicuro che tra qualche anno lui sarebbe stato il miglior amico di Josef e Josef sarebbe stato il suo migliore amico.
Il vampiro, invece, non era affatto preoccupato dalla situazione. Coraline aveva portato con sé un umano nel bel mezzo di un party pieno di vampiri, ma la cosa non lo disturbava per niente. In altre occasioni avrebbe approfittato per fare uno spuntino, ma Mick gli sembrava davvero una brava persona. La simpatia che provavano l’un l’altro era reciproca.

“Ma come diavolo ti salta in mente?” chiese la donna bionda che poco prima aveva attirato l’attenzione di Coraline. Era una donna molto elegante e molto molto bella.
“Di cosa parli?”
“Hai portato qui un umano” rispose lei infuriata.
“E allora? Non è l’unico” disse guardandosi intorno.
“Gli altri umani presenti sono i nostri freshie”
“Mick è il mio ragazzo e va dove vado io. Se qualcuno dovesse provare a fargli del male dovrà vedersela direttamente con me”
“Wow, sei diventata una dura”
“Lo sono da sempre” rispose Coraline.
“Gliene hai parlato, vero?” chiese la donna bionda.
“Non ancora”
“Mio Dio Coraline! Credi davvero che riuscirai a mantenere il segreto per sempre? Cosa credi che succederà quando inizierà ad invecchiare e si renderà conto di avere sempre una ragazza giovane al suo fianco? Devi dirglielo”
“Lo farò. E’ solo che in questo momento siamo così felici insieme che non vorrei rovinare tutto. Se lui non amasse i vampiri? Se mi vedesse come un mostro?”
“Tu come ti senti con te stessa?”
Coraline non ci aveva mai pensato. Non sapeva esattamente se le piaceva o meno essere un vampiro. Tuttavia essere uno di loro aveva i suoi vantaggi.
“Io sono felice di essere un vampiro”
“E allora lo sarà anche lui. L’importante è il punto di vista da cui gli farai vedere la cosa”
“Non lo so..” disse Coraline ancora indecisa.
“Cosa?” chiese l’altra donna.
“Per il momento è escluso. Magari in futuro gliene parlerò”

-2008-
Mick era passato a casa di Beth a prendere i vestiti che aveva lasciato lì. Era terribilmente arrabbiato con lei. Per fortuna non era ancora rientrata a casa.
Il vampiro prese le sue cose e si sedette sul divano tenendosi la testa tra le mani. Non riusciva a credere che Beth fosse un’assassina. Lui che era un vampiro si sforzava per non uccidere nessuno e a lei era sembrata una cosa tanto normale. Credeva di non sapere più chi era la persona che aveva accanto.
Mentre era assorto nei suoi pensieri Beth tornò a casa.
“Mick” disse entrando dalla porta.
L’uomo non rispose.
“Stammi a sentire, ti prego” disse la ragazza con le lacrime agli occhi. “Ero spaventata, non sapevo cosa fare. Ricordi la storia di Tierney? Mentre eri sotto i riflettori un paparazzo ti ha scattato delle foto compromettenti e me le ha inviate via e-mail minacciandomi”
“E tu l’hai ucciso” rispose Mick.
“Ti ho chiesto cosa accadrebbe se un vampiro venisse scoperto. Tu mi hai risposto che deve cambiare città ed identità. Cosa dovevo fare? Non volevo perderti Mick!” le lacrime incominciarono a scivolarle lungo il volto. “Ho parlato con Josef e gli ho chiesto di proteggerti. Lui mi ha anche consigliato di lasciare BuzzWire. L’ho fatto per te, lo capisci vero?”
Mick restò in silenzio tra i suoi pensieri per qualche secondo, poi si alzò in piedi.
“Vieni qui” disse allargando le braccia.
Beth non esitò un attimo e si fiondò nel suo abbraccio.
“Scusami” disse piangendo.
“Shh.. va tutto bene” rispose lui.
“Mi perdoni?” chiese la ragazza guardandolo negli occhi.
“Certo, però promettimi una cosa”
“Dimmi”
“Promettimi che tornerai a fare la giornalista. Lascia lo studio di Talbot, non sappiamo se c’entra qualcosa con l’uccisione dei vampiri. Sei a rischio con lui”
“D’accordo” rispose Beth senza pensarci più del dovuto.
“Ti amo”
“Ti amo anch’io”
Le luci dell’albero di Natale illuminavano la stanza e Mick e Beth per la seconda volta si ritrovarono a baciarsi contornati da quell’atmosfera fantastica. Due romantici come loro non potevano non avvertire quella straordinaria sensazione che si era sprigionata nell’aria.
“Aspetta un attimo” disse Mick interrompendo il bacio.
Beth lo guardò incredula. Non era possibile che fosse riuscito a rovinare tutto.
Il vampiro si avvicinò all’albero di Natale e prese un pacchetto che era ben incartato e riposto sotto l’abete.
“Questo è per te”
La ragazza prese in mano il suo regalo ed iniziò a strappare la carta rossa in cui era avvolto. Riconobbe subito il regalo: una cornice.
Beth la prese in mano e la voltò guardando la foto. L’immagine ritraeva Beth e Josh abbracciati davanti all’albero di Natale dell’anno precedente. Altre lacrime solcarono il viso della ragazza che si gettò al collo di Mick abbracciandolo con tutta la forza che aveva. Nessuno dei due pronunciò un’altra parola. Non servivano parole per descrivere quel momento tanto toccante, o forse non esistevano proprio le parole adatte.

-1951-
Mick iniziò a battere con un cucchiaio su un bicchiere richiamando l’attenzione dei presenti. Coraline stava tornando da lui ed era ormai a pochi passi, mentre Josef sorrideva alla sua destra.
“Signore e signori, scusatemi un attimo”
Tutti si voltarono verso di lui e la band smise di suonare. Quando il silenzio era assoluto Mick continuò a parlare.
“Ho richiamato la vostra attenzione perché ho qualcosa di importante da dire. Sono fidanzato con una splendida ragazza di nome Coraline da un po’ e volevo dirle cosa provo realmente per lei.”
Coraline sorrise e si avvicinò al suo ragazzo.
“Da quando l’ho conosciuta non faccio altro che pensare a lei e preoccuparmi per lei. E’ una ragazza adorabile, premurosa, sexy. Quando le sono vicino riesco a pensare solamente ad una cosa e no.. non è quella che pensate voi. Riesco a pensare solamente a quanto sono stato fortunato ad incontrarla e quanta paura ho di perderla. Per questo motivo qui, stasera ho deciso di dichiararle tutto il mio amore. D’altronde è Natale, quale serata migliore per farlo?”
Coraline era curiosa di sapere dove sarebbe andato a finire il discorso di Mick, ma in quel momento il suo amore per lui si era elevato all’ennesima potenza. Se fosse stata ancora umana il suo cuore sarebbe sbalzato fuori dal petto.
“Non sono molto bravo con i discorsi, pertanto voglio aggiungere solamente quattro parole. Coraline, mi vuoi sposare?”
La vampira lo abbracciò all’istante e gli stampò un bacio sulla bocca da mettere a dura prova il suo equilibrio. Quando le loro labbra si allontanarono lentamente Coraline si limitò ad aggiungere solamente altre tre parole.
“Si, lo voglio”

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